[LIC] Canta l'epistola 1


revisioni

sorano al cimino (dov’è ambientato il racconto)

Pirandello sceglie la novella perché di bassa rilevanza e gliene ridà prima scena di introduzione e spiegazione al titolo.

  • i titoli possono essere tematici (di cosa di parla: canta l’epistola, ma non necessariamente chiari) o rematici (allude al genere: commedia, canzoni, decameron).

“Canta l’epistola” non è un soprannome che rappresenta davvero lui ma piuttosto rappresenta le ignoranze ed incomprensioni degli altri su chi è lui davvero.

patèna: piattino che copre il calice o per servire l’ostia

posizione del narratore: cosa c’è da ridere? sta con tommasino e non capisce i comportamenti dei compaesani e li giudica anche i passanti perché ridono alle spalle

tommaso: l’apostolo crede ma era scettico ed è stato scelto apposta anche se non è tutto corrispondente lui, così come Unzio (unto). Infatti è un personaggio umoristico perché non canta l’epistola, non crede a contrario di tommaso e non è unto.

No contatto con gli esseri umani ma lo cerca con la natura.

“La fede” pausa e si interrompe il racconto con un presente di riflessione, e poi si riprende andando indietro rispetto al tempo “analessi” (gerard genette figure III, “prolessi” invece andando avanti). Fabula, intreccio due tempi nell’umorismo.

tommasino ha perso la fede non per distanza o altri interessi ma perché era così spiritualmente tormentato che non riusciva a bastargli la religione. Quindi non è convinto di avere un guadagno dall’aver perso la fede, quindi, anzi, perde tutto. E nemmeno prende l’eredita dello zio, lo picchia il padre oltre negargli l’eredità.

Anche lui porge l’altra guancia picchiato dal padre, è quasi un personaggio cristologico e nemmeno risponde al padre e non solo. Ma li subisce passivamente né perpretandola né cercando di spiegare le sue ragioni (perché crede che non possano capirlo)

mercé: grazie

la volgarità dell’atto così lontano al motivo: il padre pensa che rinunci per motivi futili e invece lo ferisce il fatto di non essere capito che in realtà è per motivi più alti, tace e subisce.

tommasino si mette nei panni del padre e ne capisce la sofferenza.

il narratore esprime un giudizio sul padre, usando ironicamente “pulitamente” che va a sbandierare il figlio che vuol fare il porco

tommasino per dimostrare le sue ragioni agli altri in realtà paradossale perché non si fa vedere o sentire da altri.

Non solo il nome non lo rappresenta ma anche il suo corpo, che non rappresenta com’è dentro. Si smunge ma mangia e beve e ingrassa. Il personaggio umoristico spesso non corrisponde dentro e fuori. Mentre il suo spirito si smagriva per meditazioni senza meta, il suo corpo diventa sempre più florido come quello di un padre abate (scherno perché ridicolo, e sembra dare man forte alle frasi del padre).

“altro che tommasino!” indiretto libero, il narratore parla per voce dei paesani (si riconosce perché non virgolettato e simula il discorso orale) ma evidentemente non condivide. Il narratore è una figura ambigua perché non sa quale sia la verità.

da umorismo si è passati a confusione: pensano che voglia fare i porci comodi, lo vedono dal loro corpo e poi sanno come vive lui e che non aveva donne e altro quindi rimangono vittime del pregiudizio senza che abbiano conferme. Quindi: lumorismo mette in crisi la verità

racconto iterativo (non scena) lui sull’erba. ha una dimensione temporale interiore perché lui contempla e per questo usa l’infinito. ed è scritto più alto, con tono lirico e poetica (riprende leopardi, idillio? e fa il verso all’infinito) L’unica via di salvezza è perdere la coscienza di essere, quindi diventare inumano, non ricordare nemmeno il nome (come abbiamo visto in ogni aspetto non lo rappresenta). Tommasino è tentato nichilismo.

gonfie di sole: sinestesia o metafora. D’annunzio simile ma in meriggio si conclude con la mia vita è divina qui l’opposto. ** recensione di pirandello della vergine delle roccie, gliele canta di santa ragione perché lo odiava.

Tommasino non riesce ad evadere dalla vita come gabbia

“Nessun nome” […] come l’ultima pagina di uno nessuno centomila ma non riesce ad abbandonare la vita e riprende a ragionare. Perché è un personaggio umoristico perché non riesce ad abbandonare i pensieri e dal loro flusso. Gli impedisce di aderire alle cose per come sono e poi un pensiero tira l’altro e porta sempre ad insoddisfazione. Così come lo era della fede, lo è anche della scienza. Costante insoddisfazione.

pirandello segue molto volentieri la relatività di einstein. Gli umanisti europei di inizio secolo 900 parlano male di ogni invenzione tecnologica e delle scienze applicate e con scetticismo. Invece le scienze pure (evoluzione darwiniana). Il problema delle scienze applicate è che inventano delle cose che cambiano la vita, un progresso materiale che portava ad una inumanizzazione. Persino il filosofo più famoso dell’epoca, Croce aveva un atteggiamento ostile nei confronti della scienza, oltre però non capire pirandello.

l’interpretazione che il paese dà del movente del duello è inaffidabile per la stupidità dei paesani e viene anche smentita la possibilità della tresca qualche pagina prima dicendo che quando ingrassava non guardava neppure le donne.


freud: riso: modo per condividere valori sociali

genet: focalizzazione: distanza tra il narratore e il protagonista della scena. Perché non sempre si capisce subito chi sta parlando nel racconto. * narratore ne sa quanto il protagonista (foc. interna) * di più (foc. zero, narratore onnisciente) * di meno (foc. esterna, ad es. madame bovarie, scena della besad:scopare, si capisce che in carrozza consumano ma la scena viene raccontata dal cocchiere e dai passanti) si intuisce senza che venga descritta direttamente

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